La legionella è un batterio che se inalato provoca nell’uomo la legionellosi o Malattia del legionario, che presenta un tasso di mortalità tra il 5 e il 10%. Tale batterio trova un clima idoneo dove svilupparsi negli ambienti caldi e umidi: questo rende i luoghi di cura, gli alberghi, gli impianti sportivi, le terme, gli uffici e gli esercizi pubblici luoghi particolarmente a rischio.

La legionellosi e la qualità dell’aria

La legionellosi è quindi legata alla qualità dell’aria ed è considerata una ‘malattia correlata all’Edificio’ (BRI) il cui agente biologico causale è aerodisperso nell’ambiente confinato. Uno studio pubblicato sulla rivista ‘Biologi d’Italia’ (gennaio 2010) riscontrava una contaminazione ambientale bassa o molto bassa in presenza di impianti a tutt’aria (l’aria climatizzata è principalmente prelevata dall’esterno e solo in minima misura di ripresa), mentre con gli impianti ad aria primaria le cariche batteriche aerodisperse erano significativamente più alte (tali dispositivi sottopongono l’aria a continua umidificazione ed è proprio la sezione dove avviene tale processo uno dei punti critici per il rischio biologico negli impianti aurelici). Determinante nei valori registrati dallo studio anche la frequenza di manutenzione ordinaria e straordinaria alla quale erano stati sottoposti gli impianti.

Valutazione rischio legionella

Il decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile del 2008, che classifica i tre agenti biologici appartenenti al gruppo legionella (Fluoribacter bozemanii, Legionella pneumophila e Legionella Spp) come facenti parte del gruppo 2 (“un agente che può causare malattie in soggetti umani e costituire un rischio per i lavoratori”), afferma la necessità di attuazione di tutte le disposizioni di prevenzione e protezione dei soggetti presenti sul luogo di lavoro al rischio legionella.

Proprio per questo è prevista la realizzazione di un Documento di valutazione del rischio legionella (DVR), che deve essere redatto da personale qualificato e aggiornato periodicamente. Tre sono le fasi previste nel protocollo per il controllo del rischio: la valutazione del rischio (individuazione degli impianti e delle strutture che possono presentare le condizioni di presenza e crescita del batterio); gestione del rischio (procedure e interventi per limitare o eliminare le criticità riscontrate); comunicazione del rischio (azioni di informazione, formazione e sensibilizzazione dei soggetti a rischio legionella).

Il DVR è affiancato da un registro di autocontrollo legionella, in cui vengono registrati gli interventi di manutenzione sugli impianti idrici e di climatizzazione.

Le norme di riferimento

Il quadro normativo di riferimento per il controllo della legionella è costituito dal D.lgs. 81/2008 (Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro) e dalle Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi approvate dalla Conferenza Stato-Regioni nel 2015.


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